Sulla denatalità: il contributo lasciato da Carlo

“Uno spettro s’aggira per l’Europa…… Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate per una santa battuta di caccia contro questo spettro”. Lo spettro non è più quello del comunismo, come accadeva o sembrava accadesse nel XIX secolo, ma quello della denatalità, che agita i pensieri di demografi, economisti, sociologi, giornalisti e analisti vari..”

Queste parole erano l’incipit dell’articolo con cui Carlo Corchia apriva su Quaderniacp, sei anni orsono, un Forum sul tema della denatalità. Un argomento che ha trovato, nella fase attuale, un rinnovato interesse nei media e ha addirittura comportato una modifica nella dizione del Ministero della Famiglia cui è stata aggiunta la dizione “e della natalità”. Purtroppo la qualità dell’informazione fornita è spesso caratterizzata da una superficialità allorché si analizzano le cause che contribuiscono alla denatalità, il che comporta conseguentemente una difficoltà ad individuare possibili interventi atti a modificare il fenomeno.

Viceversa i contributi al Forum permettono di analizzare il fenomeno nelle diverse componenti.

Nell’articolo che apre il Forum,[1] Carlo descrive l’andamento e le caratteristiche del tasso di natalità e di fecondità nella realtà italiana; sottolineando quanto si siano modificate, in breve tempo, le scelte riproduttive tra le diverse generazioni e affrontando gli aspetti della transizione demografica. L’’intervento si conclude con una serie di quesiti che ritengo di dover riportare integralmente:

  • è davvero necessario che la fecondità risalga verso valori vicini alla soglia di sostituzione?
  • sarebbe realmente un dramma se la popolazione italiana nei prossimi 35 anni si riducesse di 3 milioni?
  • è necessario che a livello planetario la fecondità diminuisca perché il pianeta è ormai stretto?
  • ricchezza e potenza delle nazioni sono e saranno in futuro ancora legate alla numerosità della popolazione, com’era nel passato?
  • è possibile pensare una società diversa nella sua composizione e quali possono essere gli elementi su cui fondare rapporti e relazioni costruttivi tra un numero esiguo di bambini e ragazzi e uno molto elevato di anziani e vecchi?
  • gli anziani sono necessariamente un costo o possono essere una risorsa, anche in termini economici?
  • Come mantenere viva l’attenzione per bambini, ragazzi e adolescenti in una società prevalentemente costituita da persone in età molto avanzata?

Nell’articolo che chiude il Forum,[2] Carlo sottolinea l’importanza dei diversi contributi:

  • Maurizio Franzini,[3] professore ordinario di Politica Economica  e direttore della rivista online “Menabò di Etica e Economia” (sito compreso tra i link da noi consigliati), nel suo contributo sottolinea come i fattori socio-economici siano tra i principali determinanti della denatalità e come .. “la strada migliore (.. per affrontare il problema, ndr) sembra essere quella che consiste nell’adottare politiche che non sono mirate direttamente alla riproduzione ma che la facilitano in modo un po’ obliquo, favorendo l’occupazione delle donne e la loro sicurezza economica, migliorando il reddito familiare, riducendo il costo di allevare i figli e così via”.
  • Giorgio Tamburlini,[4] pediatra e presidente del Centro per la Salute del Bambino onlus (www.csbonlus.org), illustra le caratteristiche del quadro demografico internazionale affrontando il rapporto tra diversi aspetti: fecondità, mortalità infantile, aspettativa di vita ..; sottolineando il ruolo del cosiddetto “effetto coorte delle donne in età fertile” nel determinare tassi di natalità e fecondità; chiarendo il ruolo dell’urbanizzazione e delle migrazioni nelle dinamiche demografiche.
  • Giacomo Toffol ed altri componenti del PUMP (Pediatri per un Mondo Possibile),[5] gruppo di lavoro dell’Associazione Culturale Pediatri, affrontano il tema della sostenibilità ambientale in relazione a tre fattori: l’aumento della popolazione mondiale, al consumo di materiali e produzione di inquinanti e alle misure tecnologiche che possono mitigare gli effetti derivanti dai primi due fattori. Sostenibilità ambientale che presenta aspetti differenti nelle diverse aree del mondo.
  • Giulio Cederna,[6] ideatore dell’ Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia di Save the Children  dialoga con Paolo Siani, pediatra, ex presidente dell’Associazione Culturale Pediatri (.. e in un’epoca successiva deputato della Repubblica) su una serie di temi: i cambiamenti intervenuti nel tempo nel rapporto tra mondo medico e bambini, il rapporto tra denatalità e povertà, i cambiamenti che dovrebbero caratterizzare il modello di welfare,..

Nell’articolo che chiude il Forum, Carlo sottolinea come “.. lo scenario “catastrofico” ipotizzato da Franzini sembra essere sempre più vicino. Per contrastarlo, l’obiettivo da porsi non dovrebbe essere l’aumento o la non diminuzione della popolazione, bensì il ritorno graduale del tasso di fecondità totale verso il livello di sostituzione. In questa prospettiva, non tenendo conto dei fenomeni migratori, una leggera diminuzione della popolazione può essere accettabile, fino a quando, nel medio-lungo periodo, non sarà stato raggiunto un nuovo equilibrio, diverso da quello del passato, caratterizzato anche da un diverso rapporto quali-quantitativo tra la generazione dei giovani e quella degli anziani”.

Dante Baronciani


[1] Corchia C. Denatalità in Italia: da dove veniamo e dove stiamo andando?

              URL: https://acp.it/assets/media/Quaderni-acp-2016_232_65-69.pdf

[2] Corchia C. Denatalità: cause, conseguenze e possibili rimedi

              URL: https://acp.it/assets/medi³a/Quaderni-acp-2017_241_20-22.pdf

[3] Franzini M. Alcune riflessioni sulle politiche collegate al fenomeno della denatalità

              URL: https://acp.it/assets/media/Quaderni-acp-2016_236_266-268.pdf

[4] Tamburlini G. Trend demografici globali: previsioni, determinanti e implicazioni

               URL: https://acp.it/assets/media/Quaderni-acp-2016_233_110-112.pdf

[5] Toffol G, Briscioli V, Reali L. Denatalità: un’opportunità per una ridistribuzione delle risorse e per la sopravvivenza del pianeta?

              URL: https://acp.it/assets/media/Quaderni-acp-2016_234_157-159.pdf

[6] Cederna G, Siani P. Intervista col futuro. Con uno sguardo al passato e uno al presente.

               URL: https://acp.it/assets/media/Quaderni-acp-2016_235_216-218.pdf