Nel convegno multidisciplinare “Errore, incertezza e dintorni… Dalla filosofia alla pratica clinica”, organizzato a Firenze in collaborazione con il Centro Studi della Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer, si è cercato di cogliere l’errore in medicina secondo vertici osservativi il più possibile ampi, con il chiaro intento di non eluderlo e di farne, piuttosto, una possibile risorsa per l’apprendimento.
Di questo convegno pubblichiamo il testo della lettura di Leonardo Speri dedicata a “La seconda vittima”, con il titolo Eventi avversi, ferite diffuse. L’errore in medicina e le sue vittime: individui, gruppi, istituzioni e comunità. In due parti: La seconda vittima… una disavventura solo del singolo? (prima parte) e La seconda vittima… una disavventura collettiva (seconda parte)
La pratica medica non può essere ridotta alla sola dimensione tecnico-scientifica.
Al centro rimane il rapporto umano: la relazione tra professionista e paziente, inserita in un sistema più ampio che coinvolge istituzioni e collettività.
Negli ultimi anni questo equilibrio si è fatto più fragile. Il clima relazionale appare mutato: le aspettative sono cresciute, l’esposizione mediatica degli eventi avversi è aumentata e la fiducia sembra più vulnerabile. In questo contesto l’errore in ambito medico non è solo un evento clinico, ma un fatto che incide profondamente sulla relazione di cura.
Le parole errore, fiducia e comunicazione si intrecciano in modo particolare nel campo della salute, dove in gioco vi sono la vita e la sofferenza delle persone. Ogni situazione è unica, segnata dalla singolarità delle storie di chi cura e di chi è curato.
Interrogare l’errore significa allora interrogare la qualità della relazione, la responsabilità professionale e la possibilità di trasformare un evento critico in occasione di apprendimento e riparazione.
Nel convegno multidisciplinare “Errore, incertezza e dintorni… Dalla filosofia alla pratica clinica”, organizzato a Firenze in collaborazione con il Centro Studi della Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer, si è cercato di cogliere l’errore in medicina secondo vertici osservativi il più possibile ampi, con il chiaro intento di non eluderlo e di farne, piuttosto, una possibile risorsa per l’apprendimento.
Da questo confronto sono nati alcuni contributi pubblicati sulla rivista Il Punto, che approfondiscono il tema da prospettive differenti e complementari.