Con profonda tristezza e immenso rimpianto il Laboratorio della Conoscenza comunica la morte di Maurizio Bonati, avvenuta per evento improvviso e inatteso.
Figura prestigiosa, da sempre vicino e attento alla vita e alle attività associative, in ogni momento impegnato, nella sua vita professionale e non solo, nell’ambito della tutela dei diritti e della salute del bambino e del contrasto alla povertà e alle disuguaglianze, Maurizio lascia un vuoto incolmabile nella comunità scientifica, nella società civile e in tutti noi.
A ricordare Maurizio Bonati, due testimonianze di Francesco Morandi e Franca Rusconi.
Ciao Maurizio,
questo ciao è pieno di sofferenza e tristezza che però vengono attutite un pochino dal ricordo di come in genere concludevi le tue mail scrivendo “felicità” o “felice giornata” o “felice settimana”. Era bello cogliere questa tua aspettativa nei miei confronti nel caso specifico.
I miei ricordi per te partono da molto lontano perché ti avevo conosciuto nel 1980/81 quando ebbi la fortuna di fare la mia tesi sperimentale di laurea in medicina e chirurgia presso l’Istituto Mario Negri. Frequentavo il laboratorio che studiava la coagulazione e io la studiavo nei bambini affetti da diabete tipo 1. Però ti incontravo in giro per l’Istituto, al bar o in mensa, ed era sempre un piacere immenso e un momento di crescita umana e professionale scambiare con te riflessioni e pensieri. Avevo trovato in te, e in generale nell’Istituto Mario Negri, quello che il mondo accademico non mi aveva dato e non mi dava e cioè un’attenzione agli aspetti sociali ed umanistici della medicina. Che grande scoperta che mi ha condizionato positivamente per tutto il resto della mia professione e per questo ti esprimo tutta la mia gratitudine. Poi per un bel po’ di anni ci siamo incontrati solo in occasione di incontri pubblici, congressi, ecc. ed era sempre un gran piacere ascoltarti e abbracciarti. Ma nei primi anni del nuovo millennio i nostri percorsi si sono nuovamente incrociati in due ambiti in cui la tua competenza era sempre fonte di ispirazione. L’ambito dell’epidemiologia con l’indagine sulla ventilazione meccanica a lungo termine nell’età evolutiva in Italia e l’ambito della salute pubblica e dell’educazione sanitaria sull’appropriato utilizzo dei farmaci nei bambini. E arrivando ad anni più recenti ci siamo reincontrati per la presentazione del tuo libro “Il cronico trauma della guerra” nell’ambito di iniziative sulla pace altro tema a te molto caro per cui ti sei seriamente e concretamente impegnato. Mi dicesti “C’è bisogno che i giovani riflettano. Passo essenziale per educare al pacifismo”. E per finire alcuni mesi fa ci eravamo sentiti dopo la pubblicazione del tuo libro “La stella che più brilla in cielo” perché mi aveva colto di sorpresa e stupito il tuo voler affrontare il tema della morte e come raccontarla ai bambini. La tua risposta di cui mi permetto riportare alcune parole: “[…] Diverse sono le ragioni, come sai, per cui si investe tempo energie e anche piacere nell’affrontare scommesse. A volte sono ragioni di vita. Si certo ostico e proprio per questo evitato, rimandato…ma ha a che fare con la vita e con il vivere meglio […]”. Io ti risposi che le tue parole riflettevano quelle che sono considerate le virtù intellettuali (curiosità, umiltà e tenacia) che tu Maurizio avevi e che rimarranno per sempre in me, e sicuramente anche in molti di noi, come ci ricorda Gustavo Zagrebelsky: “Un’orma rimane sempre nei figli, nei nipoti, di come siamo stati e delle cose che abbiamo fatto. Diversamente la vita sarebbe solo tragedia a scoppio ritardato”.
Con affetto e stima. Ciao Maurizio.
Francesco Morandi
Ho conosciuto Maurizio diversi anni fa, sicuramente più di 30, quando lavoravo alla Clinica Pediatrica dell’Università di Milano e al Mario Negri si teneva settimanalmente il mitico “Club delle due”. Mi aveva invitato due volte a parlare di argomenti su cui mi sembrava (allora!) ci fosse poco da dire… ma lui era più illuminato ed era curioso. Gli argomenti: come presentare il consenso informato ai genitori a cui si chiede di partecipare ad uno studio farmacologico. Non sapendo che fare preparai una survey per i genitori i cui figli erano seguiti in Clinica: questi sollevarono diversi punti molto interessanti/critici, alcuni ancora attuali. Il secondo argomento: inquinamento atmosferico e salute dei bambini: non c’era nulla o quasi di pubblicato nei bambini ma negli adulti sì: quindi perché non pensare anche ai bambini? Illuminato e curioso già allora Maurizio. Ho rifrequentato Maurizio negli ultimi anni, per la mia attività nella Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE). Nel 2024 per il Convegno Nazionale lo abbiamo invitato a parlare in un simposio dal titolo “Salute per tuttə” . La sua relazione era su un tema a lui caro “Accesso alle cure dei minori oggi in Italia”. Ha mostrato dati sulle disuguaglianze tra le Regioni Italiane, poco conosciuti dagli epidemiologi presenti che infatti avevano posto diverse domande. Dati che Maurizio ha studiato e divulgato per anni e che purtroppo non sono così cambiati nel tempo. In occasione dei 30 anni dall’approvazione ONU della Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza -nel 2019- aveva scritto che “la convenzione avrebbe necessitato di un aggiornamento passando da una passiva garanzia (protezione) ad una attiva partecipazione (tutela) generalizzata”. Non solo dati quindi ma una visione sul che fare, non solo per le differenze Nord-Sud, ma anche per la regionalizzazione delle cure e per i minori, soprattutto i neonati, stranieri. Visionario Maurizio, anche se non lo si poteva definire un ottimista, ma forse più per come si poneva che nel profondo. La seconda occasione è stata sempre per AIE un tentativo di affrontare all’interno della associazione, e grazie a Edoardo Corsi che ne è stato il promotore, il tema della “genitorialità nelle carceri”. Ne aveva scritto Maurizio appoggiando le idee e i progetti di Paolo Siani sui problemi della detenzione delle donne in stato di gravidanza e delle mamme con bimbi piccoli che viola Il principio del superiore interesse del minorenne, principio cardine della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Su questi temi e sul problema dei ragazzi e ragazze reclusi negli Istituti per minorenni Maurizio non era proprio ottimista, anche de facto, non vedeva grosse soluzioni per un futuro prossimo e forse anche qui aveva ragione. Maurizio si è occupato anche di altro, molto altro, sempre nell’ottica non solo della salute ma dei diritti dei bambini; da ultimo perché problema recente e anche questo insoluto, dei bambini di Gaza. Non molti si “battono” per questi temi: ci mancherà! Infine, vorrei sfatare un luogo comune “i suoi modi burberi, quel suo atteggiamento critico e serio” come mi diceva Edoardo oggi. Sarà che ci conoscevamo da tempo, ma quasi tutte le sue email e telefonate finivano con domande sulla vela: stavo partendo? come stava “il capitano” (mio marito)?
Franca Rusconi



